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“Orientare, ma in modo personalizzato”
Al convegno “Orientare gli orientatori” i pareri dei responsabili del mondo della scuola e il loro sostegno al sistema AlmaDiploma. Ezio Sina (Miur): “Serve una regia”
“In tempi di carestia l’unica cosa su cui il contadino non risparmia è la semina. Per non precludersi il raccolto futuro”. Con questa metafora, che rimanda alla necessità di investire in risorse umane in tempi di crisi, Andrea Cammelli, direttore di AlmaLaurea, ha aperto il convegno AlmaDiploma “Orientare gli orientatori” che si è tenuto a Firenze venerdì 11 dicembre. “I giovani – ricorda Cammelli – rappresentano il capitale umano su cui puntare, ma nel nostro Paese nell’ultimo ventennio i diciannovenni sono diminuiti del 42% a causa del calo demografico. Diventa quindi essenziale investire di più e meglio”. Al convegno è stato presentato il profilo dei diplomati 2009 e il sistema integrato di orientamento AlmaDiploma e AlmaOrièntati. Un dato per tutti, che emerge dall’indagine: 45 diplomati su cento, se potessero tornare indietro cambierebbero indirizzo o scuola.
“Un dato allarmante, che ci dice quanto sia importante la logica della personalizzazione nell’orientare i ragazzi”, il commento di Ezio Sina, membro dello staff della direzione generale per gli ordinamenti scolastici e per l'Autonomia, facente capo al Miur. Sui “pentiti”, Sina si domanda come mai non siano corsi ai ripari quando ancora erano in tempo per farlo. “La scuola dovrebbe agevolare questi passaggi d’indirizzo e d’istituto, pensando sempre all’interesse del giovane. La mobilità sociale dipende anche dalla mobilità intellettuale, e gli uffici di orientamento delle scuole dovrebbero occuparsi anche di questo aspetto”. E sottolinea che “l’orientamento non deve essere visto come un qualcosa di extra curriculare, ma come un collante tra le varie discipline. Un elemento intrinseco al percorso di studi”. Perché l’emergenza orientamento non coinvolge solo le scuole. “Il 20% degli studenti universitari abbandona nel corso del primo anno di studi – ricorda Cammelli - I motivi di un fenomeno così allarmante sono senz’altro molteplici, ma un ruolo fondamentale è giocato da un orientamento non adeguato”. Ezio Sina mette in guardia: “Il rischio più grande è che le varie iniziative in tema di orientamento non siano coordinate. Serve quindi una regia da parte dell’Invalsi, ente a ciò preposto, ma anche - alla luce del dettato costituzionale - dalle Regioni”. E su AlmaDiploma afferma: “E’ un ottimo strumento, non solo per via dei dati che elabora e rende disponibili, ma anche per il forte coinvolgimento che ha impresso alle scuole aderenti. E mi auguro che il progetto si estenda su tutto il territorio nazionale”.
Da qui è partito il dibattito. Da più parti è stato evidenziato come l’orientamento sia il punto debole del sistema scolastico. “Purtroppo nella riforma del sistema scolastico – dichiara Anna Pariani, assessore all’Istruzione e alla Formazione della provincia di Bologna - i temi dell’orientamento e dei percorsi di transizione sono assenti. Ma dalle esperienze sul territorio e dalla ricerca possono arrivare idee per leggere meglio la situazione, cosa che non viene fatta a livello centrale”. La provincia di Bologna è già particolarmente attiva in questo senso. “Abbiamo attuato un progetto per mettere a sistema le attività di orientamento tramite AlmaDiploma e AlmaOrièntati. Si tratta di un percorso che ha interessato circa duemila ragazzi del territorio bolognese e molte istituzioni: oltre a AlmaLaurea e AlmaDiploma, anche il Centro per l’orientamento e la formazione dell’università di Bologna, l’Agenzia nazionale per l’autonomia scolastica e l’Associazione delle scuole autonome della provincia di Bologna”. L’obiettivo è molto chiaro: “Far sì che un progetto di orientamento ben definito diventi parte integrante dell’offerta formativa di ogni istituto, così come l’alternanza scuola-lavoro, già molto diffusa nelle scuole del territorio bolognese”. L’assessore bolognese aggiunge: “Concentrarsi su un orientamento personalizzato costituisce un investimento per il sistema paese. Ma non deve essere solo un fatto episodico all’interno del percorso scolastico, bensì un’azione che faccia riferimento all’esperienza didattica degli insegnanti, avvalendosi della collaborazione di esperti esterni per seguire linee guida rigorose”. In particolare, l’assessore fa riferimento alle metodologie di somministrazione del questionario: “Il fatto che avvenga in aula, con il supporto d’insegnanti e orientatori, costituisce un’occasione di dialogo e di riflessione collettiva più efficace, rispetto ad una compilazione via web effettuata singolarmente”.
Anche Renzo Liccioli, dell’Ufficio scolastico regionale della Toscana, e Giuliana Pupazzoni, direttore generale dell’Usp di Milano, sostengono la validità di AlmaDiploma e AlmaOrièntati nell’ambito della formazione e dell’orientamento degli studenti. “Iniziative come queste – dice Liccioli – consentono agli studenti di fare scelte consapevoli, perché mettono a loro disposizione orientatori preparati e strumenti adeguati a guidarli nella fase di passaggio, che spesso non viene curata abbastanza”. Riccioli ha espresso l’auspicio che “il progetto possa continuare e diffondersi”. Dello stesso parere è Giuliana Pupazzoni: “In Lombardia abbiamo colto la valenza del progetto AlmaDiploma, e riteniamo utile la diffusione di questi strumenti. Calabria e Puglia hanno la quasi totalità delle scuole in AlmaDiploma, quindi possono contare su una copertura pressoché totale. Questo permette di ottenere una lettura sistemica e completa del territorio”. Pupazzoni, inoltre, evidenzia come “attraverso il profilo dei diplomati, la scuola può trarre spunti da dati concreti, in base ai quei poter aggiustare il tiro intervenendo in tempo reale, ad esempio riprogettando anno per anno l’offerta formativa.”.
Il punto forte delle indagini AlmaDiploma è infatti quello della tempestività dei dati, come ricorda Cammelli: “Sono molti gli interlocutori - insegnanti, enti, famiglie, università - che devono giocare al meglio il proprio ruolo. Ma per farlo hanno bisogno di dati aggiornati e puntuali. Questi sono necessari anche per poter compiere delle scelte di governo più consapevoli”.
La necessità di un intervento deciso e consistente a livello ministeriale è espressa anche da Giovanni Di Fede, assessore alla Pubblica Istruzione della provincia di Firenze: “Gli insegnanti sono disponibili a rimboccarsi le maniche e a mettersi in gioco, ma a fronte di un impegno dall’alto, non solo di tipo economico, ma anche di accrescimento della loro professionalità. In un momento di crisi serve investire sulla scuola. Non farlo è un errore inaccettabile”. Ivonne Ronchetti, dell’Università di Modena e Reggio Emilia, sostiene che l’orientamento “non deve essere un’attività una tantum, ma un processo continuo”. Inoltre sottolinea con forza il ruolo di insegnanti e docenti nella valorizzazione dell’individuo: “Tutti i docenti devono avere la consapevolezza di quanto la loro influenza sia fondamentale per indirizzare un giovane verso il percorso più adatto per sé”. E prosegue: “Il progetto AlmaDiploma e AlmaOrièntati è uno strumento organico, un tentativo di far passare lo studente da oggetto discente a soggetto che sta evolvendo”. In tutto questo, qual è il ruolo degli atenei? “Le università fanno informazione rivolta ai ragazzi delle scuole superiori, con saloni, career day, incontri nelle scuole. Ma è necessario che sia informazione corretta e non operazioni di marketing. L’università di Modena e Reggio Emilia – precisa – ha già attivato una collaborazione con AlmaDiploma e AlmaOrièntati. Lavoriamo con i docenti responsabili di orientamento nel 65% delle scuole delle province interessate”.
Redazione AlmaLaurea, 17 dicembre 2009
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